Il nostro cervello “musicale”
Le ultime ricerche scientifiche in materia di suono hanno evidenziato che l’uomo, rispetto agli altri esseri viventi, ha sviluppato la capacità unica di percepire la musica.
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Le ultime ricerche scientifiche in materia di suono hanno evidenziato che l’uomo, rispetto agli altri esseri viventi, ha sviluppato la capacità unica di percepire la musica.
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Le ricerche su autismo ed elaborazione uditiva proseguono: pubblichiamo un articolo, ripreso dal sito Spazio Asperger e tradotto da Olga Fatica, che approfondisce la ricerca scientifica svolta dal dr. Edgar JC e altri ricercatori sui meccanismi di elaborazione dei suoni associati all’autismo.
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Alfred Tomatis dedicò la propria vita a studiare la stretta relazione tra la voce, il cervello e l’orecchio. Il suo lavoro fu rivoluzionario per comprendere la comunicazione che gli esseri umani intraprendono con gli altri, ma anche con sé stessi, un pioniere nel campo delle scienze cognitive.
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La rivista scientifica ” Cognitive Neuroscience Society” ha pubblicato un interessante studio sul rapporto tra ninnananna e cervello umano. Le ricerche rivelano che le ninnananne sono d’aiuto sia per i bimbi che per le loro mamme. Inoltre cantare ai bambini li aiuta a migliorare le capacità di attenzione e a rapportarsi positivamente alle emozioni della propria mamma.
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L’udito è il primo organo del feto ad essere pienamente funzionante. Attraverso l’udito il feto crea delle relazioni. Il bimbo sente la voce della madre e ne estrae l’essenza emozionale; è l’unica semantica che conosce… Dr. A.Tomatis
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La musica attiva alcune aree del tuo cervello che sono coinvolte nel movimento, programmazione, attenzione, apprendimento e memoria.
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Il nostro cervello è notoriamante flessibile o plastico, perché i neuroni possono produrre nuove cose creando nuove o più forti connessioni con altri neuroni. Ma se alcune connessioni si rafforzano, hanno valutato i neuroscienziati, i neuroni devono attivare dei meccanismi compensativi al fine di evitare di essere sovrastati dalla potenza.
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