In smartworking con l’acufene

I cambiamenti del mondo del lavoro hanno rappresentato una sfida per molti lavoratori in smartworking con acufene. Alcune aziende e uffici pubblici hanno adottato la soluzione del lavoro agile almeno fino al termine dell’emergenza per il Covid 19: ci aspetta, dunque, un lungo periodo di sfide e opportunità.

In un articolo pubblicato sul sito www.tinnitus.org.uk/ l’audiologo Paul Harrison approfondisce gli aspetti positivi e negativi dello smartworking con acufene.

Partendo dal suo pensiero, anche noi vogliamo riflettere su alcuni aspetti. Il punto di partenza è un dato: dalla conclusione del lockdown, anche il nostro Centro Tomatis® Bologna ha registrato un aumento delle richieste per il trattamento dell’acufene, soprattutto da lavoratori in smartworking.

La sfida dell’adattamento

La pandemia che stiamo ancora affrontando rappresenta una sfida per tutti noi.

Le limitazioni, i cambiamenti, l’impossibilità di fare previsioni sul futuro possono generare nelle persone uno stato d’ansia e panico. Queste emozioni, nel caso di un paziente con acufene, portano ad un peggioramento dei sintomi. Di conseguenza, aumenta la preoccupazione di non riuscire a gestire questo problema.

Trasferire il proprio ufficio in casa, adattarsi ad un nuovo modo di concepire il lavoro, cambiare metodo di comunicazione con i colleghi, utilizzare nuove tecnologie: è successo tutto molto in fretta.

Queste novità possono generare tensioni, disturbi del sonno e della concentrazione, ancora più gravi per chi soffre di acufene.

Per molte persone con acufene, infatti, l’atmosfera dell’ufficio ha spesso rappresentato una distrazione dai propri sintomi, un modo “naturale” di gestire il problema.

Il silenzio della casa può invece amplificare la sensazione di ronzio o fischio nell’orecchio.

Il cervello si affatica, nel tentativo di mettere l’acufene in secondo piano. Il risultato è un corpo sia mentalmente che fisicamente esausto.

Valutare gli aspetti positivi

Trovare il lato positivo di un evento che ha sconvolto l’equilibrio del mondo intero non sembra cosa facile. In realtà, questo fenomeno passerà e si tornerà alla normale vita lavorativa. Nel frattempo, è possibile diventare più resilienti, adattivi e proattivi. Ad esempio, questo periodo può essere utilizzato per sperimentare nuove tecniche di gestione dell’acufene.

Durante lo smartworking il tempo può essere organizzato meglio e più liberamente. Questo permette di ritagliarsi il tempo necessario per tecniche di rilassamento, terapie del suono o altre forme di esercizio.

Nel caso in cui l’acufene sia legato a delle perdite di udito, è anche un buon momento per provare l’esperienza degli apparecchi acustici, valutando al meglio le potenzialità di questa tecnologia.

Il metodo Tomatis® può essere utile per gestire alcune tipologie di acufene.

Il trattamento può essere svolto anche a domicilio: chiamaci allo 051 4859072 per saperne di più.

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