Migliorare l’ascolto con il Metodo Tomatis®

E’in edicola il nuovo numero di Elisir di Salute che parla di noi! Ecco la versione integrale dell’articolo.


“Tu mi senti, ma non mi ascolti…” Quante volte ci sentiamo ripetere questa frase! Potrebbe sembrare una constatazione paradossale dal momento che spesso usiamo questi due verbi come sinonimi. In entrambi i casi mettiamo in gioco il nostro udito ma con modalità del tutto differenti: il sentire riguarda un processo che consiste nella percezione del suono attraverso le orecchie mentre l’azione di ascoltare coinvolge anche il sistema cognitivo.

Il buon ascolto parte dalla concentrazione

Un buon ascoltatore è capace di riconoscere e filtrare i suoni intorno a sé: attiva l’attenzione, il pensiero e il ragionamento, seguendo un sofisticato e faticoso percorso cognitivo, basato sulla concentrazione. Alcune persone attivano le proprie capacità di ascolto in maniera automatica ma, in altri casi, elaborare correttamente le informazioni sensoriali è un processo difficile. Quando la comunicazione tra orecchio e cervello non è chiara, viene danneggiata la capacità di interagire con l’esterno.

Orecchio e cervello

Una frase di Leonardo da Vinci descrive in maniera efficace l’importanza dell’ascolto: “Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri”. In sintesi: un buon ascolto permette di padroneggiare al meglio il mondo che ci circonda e le situazioni della vita quotidiana. Anche le più recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato lo stretto legame fra orecchio e cervello: i suoni inizialmente passano dal padiglione auricolare al timpano e la membrana del timpano comincia a vibrare. Queste vibrazioni passano attraverso gli ossicini dell’orecchio medio arrivando alla coclea e stimolando le cellule ciliate. A loro volta le cellule ciliate generano dei segnali neurali che vengono condotti fino al cervello. Parliamo di muscoli, fibre, cellule piccolissime e non direttamente raggiungibili.

Come migliorare l’ascolto?

A questa domanda ha risposto il Dottor Tomatis, Otorinolaringoiatra francese che ha posto le basi dell’Audiopsicofonologia, cioè la sollecitazione del cervello attraverso musica e voce filtrata. Per stimolare la neuroplasticità, il metodo Tomatis® utilizza un dispositivo specifico, il TalksUp®, che agisce sui contrasti sonori. I continui e repentini cambiamenti di tono, timbro e intensità costringono le orecchie e la corteccia cerebrale ad adattarsi continuamente alla nuova situazione, producendo effetti benefici sulle capacità cognitive.

Un’equipe di professionisti

Il Centro specializzato Aures di Bologna propone un approccio multidisciplinare per adulti e bambini in cui l’educazione all’ascolto con il metodo Tomatis® si integra con le metodiche diagnostiche usate nell’Audiologia. L’équipe di Aures è formata da figure professionali esperte in dinamiche dell’apprendimento, dell’attenzione, del linguaggio e dell’integrazione sensoriale. L’obiettivo è quello di sviluppare percorsi educativi e pedagogici personalizzati che siano di supporto a chi soffre di disturbi del neurosviluppo: DSA, ADHD, Dislessia, Autismo, Disprassie, Disturbi della visione.

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