Disturbi specifici dell’età evolutiva: un confronto tra apprendimento e linguaggio

“Mio figlio non parla bene.”…. “ Mio figlio non sa leggere.”: per alcuni genitori, questi pensieri emergono insieme alla prima consapevolezza di trovarsi davanti ad una problematica da approfondire.

Nello specifico, il primo bambino potrebbe presentare un Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL) e il secondo un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

Il DSL è un disturbo del linguaggio che investe sia la produzione che la comprensione, portando alla situazione in cui il bambino non produce bene i suoni, commette molti errori e non capisce frasi semplici o il senso di una frase.

Questo tipo di disturbo può toccare:

  • la giusta articolazione dei suoni (fonetica)
  • il corretto posto dei suoni all’interno della parola (fonologia)
  • la formazione di parole complesse (morfologia)
  • la possibilità di formare e strutturare frasi complesse (sintassi).

Di solito si presenta in età prescolare intorno ai 3-5 anni, mentre dai 2-3 anni si parla di ritardo del linguaggio.

Il DSA è un disturbo specifico dell’apprendimento che ha una natura neurobiologica e che investe la sfera della letto-scrittura. Nello specifico si parla di:

  • dislessia quando il disturbo investe la lettura e/o la comprensione di un testo
  • disortografia, nel caso si verifichino errori grammaticali e fonetici
  • disgrafia, quando il disturbo si rende evidente sull’aspetto grafo-motorio
  • discalculia relativo all’apprendimento dei numeri e dei calcoli.

Questa problematica si manifesta per lo più in età scolare e, in genere, è presente in comorbilità, dunque associato ad altri disturbi.

Disturbi di apprendimento e linguaggio: ci sono punti in comune?

Anche se hanno una natura diversa, entrambi sono disturbi specifici dell’evoluzione: le difficoltà a cui portano non dipendono da deficit sensoriali o neurologici o da disabilità intellettiva ma determinano un disturbo in un campo, in un’area ben precisa.

Molto spesso sono in relazione tra loro nel senso che un bambino affetto da DSL potrà sviluppare in seguito un DSA anche se ha parzialmente risolto il problema di linguaggio.

Questo può accadere perché il linguaggio è alla base della comunicazione, espressione e rappresentazione di realtà, emozioni, stati d’animo interne ed esterne a noi e l’apprendimento a scuola è strettamente legato alle funzioni linguistiche, per cui un disturbo del linguaggio il più delle volte favorirà un disturbo dell’apprendimento.

Naturalmente, la relazione tra i due disturbi non è così scontata, pertanto non tutti i bambini con DSL sono o saranno dislessici e, viceversa, non è detto che i bambini con DSA siano destinati ad avere problemi di linguaggio ma di sicuro c’è che alla base dei due disturbi ci sono problemi fonologici non necessariamente uguali.

Percorsi riabilitativi di successo

 Il primo passo da fare è sicuramente una valutazione neuropsichiatrica e logopedica: rivolgersi ad uno specialista permette di sgombrare il campo da eventuali incertezze ed avere pertanto un quadro definito su cui operare.

Successivamente, un percorso logopedico o di intervento sui DSA può risultare più efficace se affiancato da altri percorsi complementari e multisensoriali integrati che vanno a potenziare le abilità di sensi come udito, vista e senso motorio.

I sensi, infatti, sono i mezzi che permettono di acquisire le informazioni necessarie dall’ambiente circostanze ed elaborare dunque risposte adeguate.

L’esperienza della realtà attraverso i sensi è basilare e primaria: per fare un esempio, l’80% degli stimoli cerebrali passa attraverso l’orecchio e, nello stesso modo, l’apprendimento è favorito da una buona abilità visuale e spaziale. Quando in un bambino la percezione è disturbata e i sensi non riescono a coordinarsi, possono emergere disturbi del linguaggio, della concentrazione e pertanto dell’apprendimento.

Un approccio a 360° che include anche l’integrazione sensoriale permette di aumentare l’efficacia e ridurre i tempi di un percorso riabilitativo.

Il bambino sarà, così, in grado di comunicare ed apprendere in modo nuovo e dinamico e portare a compensazione il suo disturbo.

Angela Cannatà – Psicomotricista, Educatrice visiva e Tutor DSA

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