Cinque ragioni mai dette di un ascolto inefficace

Françoise Nicoloff, psicologa e rappresentante del Tomatis Developpement in Australia, illustra con chiarezza la relazione che intercorre tra orecchio, cervello e corpo. In condizioni di udito normale, l’ascolto può risultare inefficace: succede perchè “ascoltare implica udire, prestare attenzione e allo stesso tempo elaborare i suoni e le informazioni”. Grazie al metodo Tomatis® è possibile rieducare il cervello ad accedere ai suoni che non percepisce. Guarda il video originale o leggi la traduzione in italiano!

Oggi parliamo di cinque ragioni per le quali il tuo ascolto potrebbe essere inefficace. Tu o il tuo bambino potreste avere un udito e un’audiometria nella norma, ma il vostro ascolto potrebbe risultare comunque inefficace. Prima di illustrarti le cinque ragioni per le quali tutto ciò potrebbe avvenire, è necessario capire la differenza tra udito e ascolto.

Udire è la capacità di percepire i suoni, è un’abilità passiva e alquanto inconscia, siamo bombardati dai suoni che ci circondano, per la maggior parte del tempo non vi prestiamo attenzione e non è detto che ne siamo consapevoli. Le nostre orecchie potrebbero udire il rumore del traffico o un cane che abbaia senza farci caso, potremmo essere quindi inconsapevoli dei suoni intorno a noi, a meno che non ci interessino ed è qui che inizia l’ascolto. Ascoltare è un processo che coinvolge le orecchie, il cervello, il corpo e il cuore sul piano emozionale. Pensa di essere in strada, circondato dai rumori, all’improvviso il tuo nome viene chiamato, il tuo cervello lo riconoscerà e allora ti volterai in direzione della provenienza del suono, verso la persona che ti sta chiamando, è qui che entriamo in ascolto. Il cervello entra in stato attentivo.

Ascoltare implica udire, prestare attenzione e allo stesso tempo elaborare i suoni e le informazioni. Certo, è possibile soffrire di ipoacusia, ma può succedere che, anche in condizioni di udito normale, il cervello non capisca ciò che sentono le orecchie dando origine a problematiche. Una delle cause è di origine emozionale: cambiamenti o esperienze spiacevoli, eventi come la perdita di qualcuno a noi caro, gravi incidenti, abusi protratti nel tempo che possono offuscare la nostra mente e infine anche le nostre orecchie. Un altro motivo è l’immaturità della connessione tra orecchio, cervello e corpo.

Diversi processi sono necessari per sostenere l’ascolto, se le reti neurali incaricate non sono sviluppate al meglio, allora diventa molto impegnativo per il nostro cervello poter ascoltare, comunicare, parlare e imparare in maniera adeguata. Un’altra problematica avviene quando le connessioni tra cervello e corpo non sono sufficientemente mature. È molto importante comprendere che l’orecchio è un ponte tra il cervello e il corpo, non puoi nemmeno immaginare quanto l’orecchio sia importante nella nostra quotidianità.

Vi sono diverse componenti nell’orecchio, è un organo meraviglioso, complesso e sofisticato, nell’orecchio interno abbiamo due componenti molto importanti: il sistema vestibolare, connesso a tutto il corpo, non un singolo muscolo può difatti muoversi senza interagire con il sistema vestibolare che lavora anche in concomitanza con l’integrazione sensoriale, ma il ruolo del sistema vestibolare è soprattutto di combattere la gravità e di mantenere l’equilibrio, è quindi coinvolto nelle abilità fine e grosso motorie e nella coordinazione, ma anche in attività come la pianificazione, il sequenziamento e l’organizzazione. C’è poi un’altra parte, la coclea, la parte dell’orecchio maggiormente coinvolta nel linguaggio, è qui che i suoni vengono elaborati, discriminati e se le nostre orecchie sono ben collegate al cervello, saremo in grado di percepire i diversi toni, tutti quei suoni così simili che devono essere discriminati con sufficiente sottigliezza.   La coclea è coinvolta anche nella musica, nel canto, nell’attenzione, nella concentrazione, nella memoria, nelle emozioni e nell’energia.

Il ruolo fondamentale dell’orecchio è fornire energia al cervello, ed è quello che sosteneva Tomatis. L’80% dell’energia utilizzata dal cervello proviene dall’orecchio, è un organo molto complesso e grazie alla sua conformazione, più usiamo i suoni ad alta frequenza e più il cervello viene caricato elettricamente così da metterci in allerta permettendoci di raggiungere il nostro scopo. Sapevi che anche i muscoli dell’occhio sono sotto il diretto controllo dell’orecchio attraverso il sistema vestibolare?  Quando ci sono dei bambini che non sono in grado di leggere perché i movimenti saccadici non sono ben stabilizzati è possibile intervenire. Anche il nervo vago, un collegamento tra le viscere e il cervello, responsabile della respirazione, del battito cardiaco e della digestione, anche questo è connesso all’orecchio.

È possibile allora comprendere l’importanza dell’orecchio per il nostro corpo, spesso non lo sappiamo, è per questo che l’ho definito il ponte tra corpo e cervello. È un organo affascinante e le sue connessioni sono incredibili. Quindi quando utilizziamo le nostre orecchie non solo sentiamo, ma anche se perdiamo stabilità, per esempio abbiamo le vertigini o la nausea, possiamo ricondurre tutto ciò a un orecchio che non sta lavorando in maniera adeguata.

La terza ragione per la quale le nostre abilità di ascolto potrebbero non essere al meglio è la sensibilità ai suoni. I bambini con bisogni speciali sono spesso quelli maggiormente affetti da questa difficoltà, si coprono le orecchie nei luoghi pubblici.  Specialmente i bambini affetti da autismo non vogliono avvicinarsi a suoni come quelli provenienti da un’aspirapolvere e ci sono dei suoni che li fanno davvero perdere le staffe impedendogli di fare qualsiasi cosa.  La sensibilità ai suoni è una difficoltà così grave che se non gestita correttamente dal cervello può portare a un blocco e il bambino non è nelle condizioni di comunicare, imparare, attivarsi.  Ci sono bambini e adulti che presentano grosse fatiche di fronte a certi suoni, per esempio di fronte al pianto di un bambino, un cane che abbaia o la chiusura delle porte del treno rendendo la vita un inferno perché per queste persone è praticamente impossibile uscire di casa.  La sensibilità sensoriale può compromettere lo sviluppo del parlato e dell’ascolto e delle capacità di apprendimento perché crea un blocco nel cervello, così confuso non sarà in grado di elaborare l’informazione e filtrarla.

Un’altra ragione è che disponiamo di due modalità per sentire e trasmettere i suoni, sentiamo attraverso le orecchie, sembra ovvio, ma anche attraverso la conduzione ossea che di fatto è una capacità che nasce nel grembo materno , al quarto mese e mezzo di gravidanza l’orecchio è completo, cominciamo ad ascoltare tutti i suoni che ci circondano, i rumori costanti come il respiro, il battito del cuore, il rumore delle viscere che sono sempre in funzione, ma di tanto in tanto ci sono piccoli rumori incostanti che vanno e vengono ed è da qui che cominciamo a sviluppare le nostre abilità di ascolto, ma volte questo non succede. Se la mamma è troppo stressata, la gravidanza è stressante, o qualunque difficoltà legata alla gravidanza può inficiare sullo sviluppo del bambino, in particolare sull’ascolto. È importante quindi capire che l’udito e l’ascolto si sviluppano grazie alla conduzione ossea. Se ti tappi le orecchie con le dita e ascolti qualcuno mentre parla, come risulta la sua voce? Più attutita, meno chiara, è come ascoltare nell’acqua o nel cotone.  Ecco cosa vuol dire elaborare il suono attraverso la conduzione ossea, non percepire la chiarezza di ciò che proviene dall’esterno, questo ci permette di capire cosa i bambini, o coloro che utilizzano solo la conduzione ossea, possano sentire e capire e come possano elaborare i suoni. Il cervello può percepire i suoni in maniera chiara, non capisce, non elabora o semmai elabora in ritardo. Seguiranno difficoltà di ascolto, di apprendimento e di comunicazione.

Il disturbo del processamento uditivo (APD) è una delle ragioni più comuni delle difficoltà di ascolto. Si verifica quando il cervello non sente e non capisce ciò che sentono le orecchie e se il cervello non può elaborare le informazioni, non può riconoscerle, analizzarle e dare un significato ai suoni dando origini a incomprensioni, rimane sopraffatto e così la persona. La persona affetta da APD spesso chiederà di ripetere quello che le viene detto o richiesto, si può notare in quei bambini che non rispondono mai e che è necessario chiamare diverse volte se sono assorti in un’attività o se stanno guardando un video: non vi sentono, ma non è un problema di udito, bensì è l’elaborazione di ciò che sentono a rappresentare il problema. Sentono un rumore o qualcosa di completamente diverso ed è possibile notare che anche crescendo continuano ad avere difficoltà di pronuncia, anche se corretti dagli adulti.

Una delle prime leggi del Dr. Tomatis è che la voce è in grado di riprodurre quello che l’orecchio sente ed elabora. Se senti un bambino con difficoltà di pronuncia dai sette anni il problema è proprio per questo motivo: il cervello non sente ciò che sentono le orecchie.

Conseguenze sull’apprendimento, difficoltà di comunicazione, l’APD è riscontrabile spesso nei bambini affetti da autismo, nella ADHD, nei ritardi del linguaggio di cui adesso stiamo osservando un aumento in tutto il mondo.  

È possibile lavorare sul disturbo del processamento uditivo con il programma di stimolazione uditiva Metodo Tomatis® che si basa su un sistema di bascula elettronica utilizzando un’attrezzatura specifica, il Talks up, che permette di rieducare e aiutare il cervello per accedere a quei suoni che non percepisce. Si basa sul principio di neuro-plasticità, quindi più permettiamo al nostro cervello di rieducarsi a percepire i suoni, più sarà possibile ottenere risultati duraturi e nel tempo.  Ecco perché per essere efficace è necessario che la stimolazione sia prolungata per un certo periodo, quando il cervello impara a prestare attenzione al contrasto dei suoni potrà educare l’individuo a discriminare l’informazione e i suoni in maniera più appropriata e prestare attenzione agli eventi uditivi ed esterni. Quando il cervello sarà in grado di rilevare ed elaborare in maniera adeguata, la persona sarà in grado di diventare un grande ascoltatore e comunicatore in grado di apprendere, controllando al contempo le proprie emozioni adeguatamente. Invece di presentare difficoltà di ascolto sarà possibile osservare adulti, bambini e famiglie fiorire perché finalmente tutti saranno sulla stessa lunghezza d’onda e in grado di capirsi e parlarsi.

Il Metodo Tomatis® potrebbe essere il miglior regalo da fare a tuo figlio? Pensaci.

Traduzione a cura di Valentina Corni.

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