Il cervello prende forma

Alberto Oliverio, neurobiologo di fama internazionale, spiega dalle pagine della rivista Mind come l’ambiente contribuisca alla costruzione di cervelli individualmente diversi sin dai primi mesi di vita.

Il cervello di un neonato passa attraverso un lungo percorso in cui la comunicazione tra i neuroni diventa sempre più intensa grazie alla formazione di sinapsi e a un cablaggio sempre più efficiente.

Il processo di produzione delle sinapsi non è però omogeneo ma avviene in tempi differenti a seconda delle aree corticali. Il picco della formazione si colloca intorno al terzo mese per quanto riguarda la corteccia uditiva e la regione temporale superiore da cui dipende la percezione dei suoni del linguaggio, mentre la formazione di sinapsi è più tardiva nella corteccia del lobo frontale da cui dipendono funzioni complesse come l’elaborazione del linguaggio e processi cognitivi come la capacità di analizzare una situazione scegliendo la risposta più adatta o inibendo le risposte irrilevanti.

Queste diverse tappe della maturazione spiegano perchè inizialmente il lattante percepisce la realtà e successivamente se la rappresenta in modo sempre più ricco e astratto.

Il ruolo del glucosio

Seguire il processo di produzione e di eliminazione delle sinapsi è quindi una buona strategia per renderci conto di come si sviluppano mente e cervello. Un modo indiretto per seguire la produzione (ma anche l’eliminazione) delle sinapsi consiste nel misurare il metabolismo del glucosio attraverso la PET: le cellule nervose consumano molto zucchero per svolgere il loro lavoro e la PET individua le aree cerebrali in cui l’attività dei neuroni è più elevata grazie agli scambi sinaptici. […] Nei neonati il metabolismo è più elevato nella corteccia sensoriale e motoria (da cui dipendono rispettivamente l’analisi delle diverse sensazioni e i movimenti) e nell’ippocampo (che ha un ruolo primario nel memorizzare le esperienze essenziali per l’apprendimento. Tra i sei e i 12 mesi il consumo di zucchero aumenta nella corteccia frontale, in concomitanza con lo sviluppo del linguaggio.

Sostanza grigia e bianca

Un’ altra strategia per seguire il processo di maturazione cerebrale consiste nel valutare il rapporto percentuale tra sostanza grigia (i neuroni) e sostanza bianca (le fibre nervose rivestite di un involucro isolante di mielina) Se manca il rivestimento di mielina, i neuroni non sono in grado di comunicare in modo efficiente. […] Come ci si può attendere, man mano che si perfeziona il cablaggio attraverso le fibre mieliniche, aumenta il volume relativo della sostanza grigia: e man mano che aumenta la sostanza bianca, una particolare area della corteccia è maggiormente in grado di esercitare la sua funzione in quanto connessa in modo efficiente con altre aree.

Questi processi di plasticità nervosa derivano in buona misura dagli stimoli che giungono al cervello: le caratteristiche del sistema nervoso infantile dipendono solo in parte da un programma genetico ma sin dai primi mesi di vita l’ambiente contribuisce alla costruzione di cervelli individualmente diversi.

Fino alla metà del ‘900 si pensava che il cervello fosse immutabile.

La neuroplasticità è quindi una scoperta piuttosto recente che dobbiamo a lavori di ricerca pionieristici, tra cui quelli svolti dal dr. Tomatis.

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